Donato Valli, il ricordo

Parlando della fine umana di un personaggio come Donato Valli, debbo dire che avverto una forte difficoltà. Chi lo ha conosciuto sa che era una persona ricca e schiva insieme. Anche quando è stato chiamato dalle istituzioni a  gestire situazioni di estrema importanza,  pensiamo all’Università salentina, ha sempre manifestato la sua serietà e la modestia nella modalità della prassi e nei rapporti con tutti gli altri. Il suo carattere, portato a non drammatizzare i problemi, ha fatto sì che ognuno di noi, docente, impiegato, studente, avvertisse di trovarsi spesso davanti ad un amico e, comunque, sempre davanti ad una persona di cui fidarsi e pronta ad un rapporto culturalmente ricco.

Per testimoniare la sua profonda umanità e modestia, si può ricordare la sua continua e permanente  manifestazione di salentinità, che non era mai “paesana”, ma di una piena cultura e rispetto di tutti coloro che si apprestavano a lui. Saranno loro a tenerne viva la sua storia. Tutto questo non deve oscurare la sua profonda civiltà e disponibilità quando si rendeva conto che aveva davanti persone pulite e attive come lui. Inutile aggiungere anche quando l’ateneo leccese aveva al governo un personaggio come Giuseppe Codacci – Pisanelli, originario di Tricase, Valli non ne profittasse mai, perché egli era un uomo di un’etica che si basava sul lavoro, sulla responsabilità, sul rispetto delle istituzioni e delle persone.  Tutto ciò era integrato da una cultura di alto prestigio, cosa che magari poteva essere confusa dalla sua modestia nel rapportarsi agli altri, di qualsiasi condizione sociale fossero.      

Ma va inoltre ricordata la forte cultura di Donato Valli che giovò anche alla lettura e alla pubblicazione, non solo editoriale, di ciò che anche il Salento aveva prodotto. Tutto questo ne fece un punto importante nel panorama letterario nazionale, che si riempì anche della nostra storia. Se oggi il  Salento ha un livello alto di cognizione sociale e culturale, lo si deve anche a lui e a soggetti come lui. Non dobbiamo temere cadute, però sta a ognuno di noi di mettere tasselli che siano la prosecuzione di tutto quello che studiosi come Valli hanno dato al loro territorio.

Spero che l’istituzione universitaria salentina progetti delle modalità che, in maniera duratura, lascino alla memoria del nostro territorio ciò che personaggi del genere hanno dato a molti di noi. Sono certo che quelli che sono stati suoi discepoli e oggi sono docenti aiuteranno la nostra politica culturale, ma anche la percezione che la politica e la cultura sono storie della comunità tramite anche singoli soggetti. Valli è stato una storia e un esempio che non sarà né deve essere dimenticato.

Giovanni Invitto

Nessun commento ancora

Lascia un commento