G come guerra

<- Alfabeto della non violenza

G….   come guerra

Come si prevedeva. 

Alcuni muri sono caduti, altri si sono innalzati.

Non abbiamo fatto in tempo  a rallegrarci per lo sfaldarsi degli antichi blocchi contrapposti, che già se ne sono creati degli altri e , con l’emergere di nuovi equilibri, si sono evidenziate anche nuove e drammatiche tensioni. Conclusosi il braccio di  ferro  tra Est e Ovest, ecco che i focolai di paura si spostano. Stavolta, protagonisti del confronto  minaccioso sono Nord e Sud della terra.

La crisi del Golfo Persico sta esprimendo un conflitto in cui l’occidente industrializzato  ridefinisce i suoi rapporti di forza con un sud ( ) che chiede di poter uscire da una collocazione storica di subalternità. Non illudiamoci: questo è il vero problema. Mascherato, se vogliamo, con le ragioni del diritto. Ma in fondo il contendere si riduce lì:  controllare le fonti energetiche indispensabili agli interessi vitali delle società industrializzate, e mantenere tale controllo con la violenza e con la guerra permanente. ( )

.. Dobbiamo far sentire la nostra voce  contro la guerra, intesa come mezzo per risolvere i conflitti. E’ una illusione tragica continuare a porre la nostra fiducia nelle armi e nelle strutture belliche…..

  Dobbiamo far entrare nelle nostre coscienze , mediante lo studio  e la ricerca, tutte le strategie approntate dai metodi della difesa popolare nonviolenta.

Ma, soprattutto,  dobbiamo adoperarci   perché si alzi l’indicatore di fiducia nei confronti dell’ONU, in modo tale che tale organismo diventi il primo embrione di quel “ governo  mondiale “ delle contraddizioni, da più parti invocato.

Infine dobbiamo chiedere alle comunità internazionale di adottare tutte le necessarie pressioni politiche, economiche e diplomatiche, per garantire il rispetto della vita e dei più elementari diritti umani…..

Vol 4  pag. 199/200

Scarica il documento