Incontro con Papa Francesco: 12 gennaio 2019

Innanzitutto grazie, caro Papa Francesco, per la gioia di questo incontro!

Pax Christi nasce come movimento internazionale nel secondo dopoguerra, per promuovere la comune preghiera per la riconciliazione tra Francia e Germania. Da allora, Pax Christi è cresciuta radicandosi in numerose nazioni e ha portato avanti il suo messaggio di Pace attraverso tre dimensioni fondamentali: l’ascolto della Parola di Dio e la preghiera,l’attenta lettura della realtàe lo studio, le concrete azioni di Pace.

Nel cammino di tanti anni, avendo come riferimento il Vangelo di Gesù e i documenti conciliari insieme a Pacem in Terris, e attingendo alla testimonianza trasmessaci da don Tonino Bello (che è stato Presidente di Pax Christi dal 1985 al 1993) e da tanti altri uomini di Chiesa e laici con cui abbiamo spesso condiviso un pezzo di strada (don Milani, padre Turoldo, don Mazzolari, San Oscar Romero, Martin Luther King, Gandhi, Aldo Capitini…), abbiamo compreso che la Nonviolenza attiva è la scelta e la dimensione fondante la vita di ogni credente e l’unica via di cambiamento sociale pienamente umana ed efficace. In questi ultimi anni, nel contesto sempre più preoccupante di “terza guerra mondiale a pezzi”, Pax  Christi  International ha ulteriormente rilanciato l’urgenza  di riflettere su questo tema creando la “Catholic Nonviolence Initiative”; in particolare, il convegno copromosso nel 2016 da Pax  Christi International e dalla Pontificia Commissione Giustizia e Pace, ha sollecitato una riflessione, all’interno del Magistero della Chiesa, sulla Nonviolenza evangelica, auspicando che essa possa trovare espressione in un’Enciclica specifica.

Venendo al nostro impegno in Italia, il messaggio annuale per la Giornata Mondiale per la Pace costituisce il perno su cui proseguire il cammino, la voce da fare risuonare nelle nostre coscienze e nelle nostre comunità. Infatti esso ha sempre segnato i passi della consueta Marcia per la Pace, promossa per la prima volta da Pax Christi Italia nel dicembre 1968 a Sotto il Monte, nella terra natia di Papa Giovanni XXIII che volle dare risonanza universale e laica alla realizzazione della pace nel mondo con l’Enciclica Pacem in Terris.  Negli ultimi anni, la condivisione di tale significativo momento con la Diocesi ospitante la marcia, l’Ufficio CEI per la Pastorale Sociale e la Giustizia e la Pace, la Caritas e l’Azione Cattolica, ha alimentato l’incontro nella preghiera e nella comune testimonianza per la Pace.

Accanto al Messaggio del primo di gennaio, i numerosi interventi di Sua Santità sulla Pace, le Sue costanti sollecitazioni sui temi della Chiesa povera per i poveri, del disarmo, della Nonviolenza, della cura del creato, ci incoraggiano a proseguire sui sentieri già intrapresi.

Nella memoria viva di don Tonino Bello, siamo vicini alla Chiesa del grembiule, alla Chiesa del Concilio, alla Chiesa che si pone a fianco e a servizio dei più deboli, alla Chiesa che annuncia con coraggio il messaggio di Pace evangelico, alla Chiesa distante da logiche di potere. ‘Non segni del potere’ – come diceva don Tonino – ‘ma potere dei segni.’

Attingendo al nostro impegno feriale nelle Chiese locali e nelle Parrocchie, auspichiamo inoltre che l’annuncio dello Shalom di Gesù possa trovare sempre più spazio nella pastorale ordinaria e nella catechesi delle comunità cristiane, in particolare come educazione alla pace, alla giustizia e alla gestione nonviolenta delle diversità e dei conflitti. Viviamo il Suo invito a praticare la Sinodalità a tutti i livelli come un autentico cammino di Nonviolenza nella Chiesa; ma constatiamo anche quotidianamente come ne sia difficile la ricezione!

Continuiamo ad impegnarci per il dialogo ecumenico tra le Chiese, nella certezza che lo Spirito ha soffiato e soffia su tutte nutrendole di grandi doni e che solo le Chiese insieme possano essere credibili nel portare al mondo l’annuncio della Pace. E ci impegniamo nel dialogo e nella fraternità tra i rappresentanti delle grandi Religioni, nella consapevolezza che Dio è Padre di tutti e che il futuro chiede sempre più una capacità di incontro, di accoglienza, di empatia, di responsabilità reciproca. 

Continuiamo a lavorare per il disarmo, a denunciare la produzione ed il commercio delle armi. In particolare contro le vecchie e nuove armi nucleari, chiedendo l’adesione al trattato dello scorso 7 luglio 2017 che vede la Santa Sede come primo Stato firmatario. Contro la crescente spesa per gli armamenti e le Banche coinvolte nell’export di armi. Sostenendo le campagne per la riconversione ad uso civile dell’industria degli armamenti e delle basi militari. In particolare: la RWM in Sardegna, gli aerei da guerra F-35, le Basi di Aviano e Ghedi, ecc.. Oggi abbiamo sistemi d’arma sempre più complessi e sofisticati. E il nostro esercito italiano è formato da professionisti volontari.

In questa prospettiva Pax Christi Italia da molti anni chiede che i cappellani militari siano liberati dalle stellette che li integrano a pieno titolo nell’esercito italiano: cappellani sì, militari no. E non abbiamo nascosto il nostro stupore e rammarico per la nomina di San Giovanni XXIII a Patrono dell’Esercito Italiano. Legando l’autore della Pacem in Terris con missioni dette ‘di Pace’, che proprio di Pace non sono.

            Pax Christi da molti anni ha legami con Paesi e popoli vittime di conflitti dimenticati e di violazione dei diritti umani: Siria, Palestina, Iraq e altri Paesi del Medio Oriente,  Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan, El Salvador, popolo Saharawi…  ed è impegnata a tener viva l’attenzione sulle cause di questi conflitti.

Abbiamo particolarmente a cuore il caro popolo della Palestina, che sosteniamo tramite la campagna Ponti e non Muri, che costantemente informa e denuncia sull’aggravarsi della situazione, promuovendo iniziative di sostegno e solidarietà con la comunità palestinese, attraverso l’organizzazione di pellegrinaggi di giustizia e di importanti momenti di informazione e formazione qui in Italia.

In un clima di crescente razzismo verso lo straniero che cerca in Europa una condizione di vita dignitosa, promuoviamo una cultura di accoglienza dei migranti, denunciando le attuali politiche di respingimento che negano i diritti fondamentali della persona.

In questa linea di impegno è in particolare rivolta la campagna  Sulle soglie senza frontiere.

Abbiamo accolto e recepito la prospettiva dell’Enciclica Laudato si’ di un’ecologia integrale che ci sta spronando a modificare i nostri stili di vita per la realizzazione di un’economia che rispetti  la natura e l'equa distribuzione delle risorse.

Prezioso strumento di informazione e sensibilizzazione sui temi della pace è la rivista Mosaico di Pace, con sede a Bisceglie (Bari), fortemente voluta da don Tonino, promossa e sostenuta da Pax Christi e diffusa con cadenza mensile su tutto il territorio nazionale.

La Casa per la Pace di Impruneta (Firenze), frutto di una donazione, sede nazionale del movimento, rappresenta per Pax Christi, un luogo in cui ‘riparare le tende’ così come sognava don Tonino Bello, ovvero un luogo di  incontro e formazione per la pace, di accoglienza per gruppi, associazioni, scuole.

Siamo consapevoli che il faticoso cammino per la pace richiede una scelta e una testimonianza coerente, ma siamo anche certi che insieme a tutte le donne e gli uomini di buona volontà sia possibile inseguire e realizzare il sogno di Isaia “Nel deserto prenderà dimora il diritto e la giustizia regnerà nel giardino. Effetto della giustizia sarà la pace, frutto del diritto una perenne sicurezza. Il mio popolo abiterà in una dimora di pace”.

Grazie Papa Francesco!

Le assicuriamo la nostra vicinanza e la nostra preghiera.

La sosteniamo con tutto il nostro affetto.

Continui nel suo lavoro indispensabile e profetico per i tempi che stiamo vivendo.

Se possiamo essere di aiuto, conti su di noi.

Un caloroso abbraccio.

Il Consiglio Nazionale di Pax Christi Italia

Città del Vaticano,  12  gennaio 2019