L come legalità

<- Alfabeto della non violenza

L …..   come legalità

Prima di tutto è impazzita la legge ( nomos ) che regola la conduzione della casa ( oikìa ).  E’ saltata,  cioè, l’eco-nomia. ( ) Le regole di condotta, indispensabili in ogni  ordinata società, sono state soppiantate da altre regole che privilegiano la forza sulla giustizia, l’arbitrio sul diritto, il “  fai da te “ sugli articoli di legge, il “ self-service “  normativo sulle istanze del bene comune legittimamente codificate.

Assistiamo insomma all’eclisse della legalità. Viene meno, cioè, la pratica e il rispetto delle leggi, mentre si incurva la fiducia nella cultura della norma. ( )  Questo precipitare a picco della fiducia nella legge ha offerto buoni motivi per  “ organizzare la disorganizzazione “. Sono proliferate , così, molteplici aggregazioni  mafiose, fortemente modernizzate e interdipendenti, che, poggiando su logiche clientelari, rappresentano una opportunità concreta di accedere alla ricchezza, al consumo, all’accaparramento delle risorse, all’attività imprenditoriale. Di qui, l’esplosione senza precedenti della violenza omicida e della criminalità organizzata.

Qualche dato concreto può aiutarci a quantificare il fenomeno. Il fatturato annuo di illegalità è pari a quello della Fiat: 50 mila miliardi. L’industria mafiosa, insomma, è quella che tira di più. Il 25 % delle attività economiche nelle grandi città del meridione (  Napoli, Salerno, Reggio, Catania, Bari ) è controllato direttamente dalle organizzazioni mafiose …...   

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