Nel segno della legalità e della pace…

Una lettera del 13 aprile 2017, diramata dal Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i diritti umani, recante la firma di Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace e cofondatore della Marcia Perugia-Assisi, rivolta alle istituzioni presenti sul territorio (scuola media, Enti Locali, associazionismo), invitava i presidenti ad organizzare delegazioni e gruppi di studenti a partecipare al meeting nazionale delle scuole per la pace e la legalità, Proteggiamo la nostra casa, predisposto dintesa con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e delle Ricerca. La partecipazione avrebbe assicurato anche la possibilità di presenziare all’udienza speciale di Papa Francesco sabato 6 maggio nell’Aula Paolo VI.

Nellinvito si leggeva testualmente protagonisti saranno gli alunni/studenti e i docenti delle scuole italiane di ogni ordine e grado impegnati in percorsi di educazione alla pace e cittadinanza. Ciascuno di loro porterà i risultati di un anno di scuola in cui l’educazione alla pace e alla cittadinanza “globale” ha cercato di fare i conti con le principali sfide educative del nostro tempo ed in particolare con le proposte contenute nell’Enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco e nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per gli obiettivi di “sviluppo sostenibile”.

E’ da ricondurre, perciò, in tale contesto la partecipazione degli alunni, e di alcuni docenti, dell’Istituto professionale “Don Tonino Bello” di Tricase che ha sviluppato un progetto dal titolo “Il Noi”. Insieme a codesta Istituzione scolastica erano presenti i Licei “Girolamo Comi” e “Giuseppe Stampacchia” e l’Istituto Comprensivo “Via Apulia” di Tricase, nonché l’Istituto Comprensivo di Miggiano e quello di Istruzione Superiore Secondaria " N. Moccia" di Nardò.  

Le delegazioni, accompagnate dai dirigenti scolastici e dai docenti, sono state coordinate dal presidente della fondazione “Don Tonino Bello”, dott. Giancarlo Piccinni, che ha profuso impegno ed energie per favorire la partecipazione, la sicurezza degli alunni ed il coinvolgimento delle Istituzioni partecipanti all’evento.

Numerose le altre presenze significative sul piano della difesa della legalità, quali la figlia di Renata Fonte, assassinata il 31 marzo 1984 a soli 33 anni perché aveva tentato di salvare la sua terra strappandola alle speculazioni edilizie della criminalità, ed il fratello di Antonio Montinaro, il salentino a capo della scorta di Giovanni Falcone.

Non erano i soli: altri nomi di spicco, altri alunni degli istituti di istruzione superiore, con i loro docenti provenienti da diverse parti d’Italia erano a Roma nella mattinata del 6 maggio u.s. animati dalle stesse idee, sostenuti dagli stessi interessi, convinti che valesse la pena affrontare qualsiasi disagio pur di dimostrare coi fatti che legalità e pace parlano un unico linguaggio pur a latitudini diverse. Numerosi i sindaci presenti a garanzia di quei valori civili che sono alla base della convivenza e della partecipazione attiva.  

Ultimata la fase dei controlli alle porte dello “storico colonnato” è stata varcata, finalmente, la soglia dell’Aula Paolo VI. Qui, dopo qualche ora di attesa, animata dalle performace di alcuni alunni, è giunto Papa Francesco che ha iniziato un dialogo intenso e singolare con le delegazioni presenti.

Un Papa “speciale” capace di affermare pubblicamente che l’ordine delle risposte era stato, per così dire, invertito ma non per questo disatteso. Un Papa in grado di trovare sempre e comunque il filo del discorso, dal linguaggio semplice ed efficace dai modi garbati, dallo sguardo intenso e che sa fare dell’ascolto un singolare mezzo per favorire la comunicazione.

Un Papa che, come Don Tonino, crede nella potenza della narrazione come mezzo efficace per dare testimonianza di ciò che abbiamo vissuto, che stiamo vivendo e che saremo chiamati a vivere. Un Papa profondo conoscitore delle dinamiche sociali, delle sfide e delle emergenze educative del presente e del futuro che intravede nel linguaggio universale della legalità e della pace l’unica possibile soluzione. Un Papa del primo passo, come lo avrebbe definito Don Tonino, capace di dare ragione delle proprie scelte controcorrente, di salutare e ringraziare per primo. Al termine dell’udienza siamo usciti dalla sala con la certezza che “legalità e pace” si possono insegnare ed apprendere. Collocate in una dimensione educativa e formativa entrambe devono trovare degna collocazione all’interno dei curricoli disciplinari delle scuole di ogni ordine e grado divenendo, di conseguenza, stili di vita sul versante dei docenti e degli alunni, coordinate del sapere e della cultura.

Non è da sottovalutare l’atto conclusivo attraverso il quale gli alunni hanno voluto suggellare la singolarità dell’evento: la consegna al Pontefice delle Linee Guida per l’Educazione alla Pace e alla Legalità, elaborate all’interno di singoli progetti inseriti nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa.

Diventare sensibili ai valori universali della pace e della legalità è il primo passo di un lungo cammino le cui tappe significative diventano i gesti concreti. La scuola, di concerto con le Istituzioni presenti sul territorio, è il luogo privilegiato per promuovere e sostenere azioni concrete di solidarietà, di sviluppo sostenibile, di rispetto per l’altro, condivisione e multiculturalità.    

Giancarlo Piccinni

Presidente Fondazione don Tonino Bello