Q come quaresima

<- Alfabeto della non violenza

Q … come quaresima

Miei carissimi fratelli,

avrei desiderato, all’inizio della quaresima, inviarvi una lunga lettera, così come si usa. Ma poi mi son detto: e chi la leggerà? Soltanto pochi e in modo annoiato. E allora ho pensato che sarebbe stato meglio proporvi qualcosa ogni settimana. In modo rapido, diretto: da fratello povero come voi ( )

Avete saputo?  In questi giorni a Giovinazzo sei operai delle acciaierie stanno attuando uno sciopero della fame per alcune rivendicazioni di lavoro. Io mi son chiesto: guarda un po’, la gente oggi digiuna per ottenere un posto, un aumento di salario, un diritto da cui è stato spossessato. Non digiuna più per santificare un periodo  sacro come la quaresima. Chi sa che questo non sia un segno dei tempi?  Proprio così. Anzi, mi sembra quasi di sentire la voce del mondo che si rivolge ai credenti in questi termini:

“  Cari cristiani, questo tipo di digiuno lasciatelo fare a noi. Ci potrà servire come mezzo per ottenere qualcosa di immediato. Voi, piuttosto,  fatene un altro. Un digiuno che sia profezia. Astenetevi  non tanto da un pasto, ma dalla ingordigia, dal sopruso, dalla smania dell’accaparramento,  dalle collusioni disoneste con certe forme di potere. Più che privarvi di un piatto, privatevi del lusso, dello spreco, del superfluo, delle ridondanze dei vostri conti in banca: ci vuole più coraggio. Più che non sedervi a mensa , aggiungete un posto a tavola. E più che non toccare il pane, spezzate il pane, condividete il pane: il pane delle situazioni penose dei disoccupati, degli sfrattati, dei drogati, dei disperati senza numero che vi stanno attorno. L’altro digiuno lasciatelo fare a noi ! “

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