R come rizoma

<- Alfabeto della non violenza

R  …. Come rizoma

Non è facile definire la cultura radicale in poche battute,  è tutto un mondo in ebollizione , è un continente, una galassia ….

Che cos’è , dunque,  in sintesi il progetto radicale? Come si esprime? L’uomo è un  << pacco >> di desideri, di pulsioni,  di sentimenti, di aneliti, inscatolato  dalla società, dalla morale e dalla religione. Rompiamo le scatole della legge, della morale, della religione, per liberare queste pulsioni, questi desideri,  per lasciarli erompere allo stato libero, come rizoma.

Immagino che tante volte abbiate sentito parlare della civiltà “ rizomatica “ cui si rifà il progetto radicale.  Il rizoma  non è né una radice, né un fusto, è una specie di tubero che vive sotto terra allo stato scomposto, disordinato, disorganico, secondo pulsioni sue, imprevedibili. Quindi, bisogna vivere senza radici e senza fusto: ecco la civiltà rizomatica. Senza radici: è inutile abbarbicarsi sul terreno della scuola, del passato, della tradizione. Senza fusto: è inutile avere tensioni verso l’alto,  verso Dio, verso una legge.

Viviamo senza rizomi. Il rizoma è l’apologia della distrazione, della discontinuità,  dell’assurdo. (  )

In quanto  non albero, il rizoma è il rifiuto dell’altro , del “ di sopra “, di ogni verticalità. Questo significa procedere senza norma,  senza un codificato sistema di valori. Saltano  in aria tutti i sistemi di significato,  tutte le scale di valori che la nostra cultura ci ha tramandato. In quanto non-radice, poi, il rifiuto è di ogni fondamento razionale, tradizionale, di ogni riduzione a unicità, di ogni forza di sintesi.

La conseguenza è la discrasia, lo iato, la frantumazione, la molecolarizzazione  anche del nostro impegno morale e dell’impegno politico.

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