sabato, 31 Luglio 2021
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Il “caporalato” o i “caporalati”? Tutte le facce dello sfruttamento

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.”

Nella prospettiva del suo primo articolo e degli altri principi in essa contenuti – si pensi, per tutti, a quell’articolo 36 che riconosce al lavoratore il “diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa” -, la Costituzione non consente giri di parole a chi voglia partire da qui per affrontare il tema del caporalato e delle diverse forme in cui esso si presenta, oggi, nell’economia e nella società italiane: “Il caporalato, il lavoro sfruttato è una delle più chiare e vergognose negazioni del modello costituzionale. E’ qualcosa di assolutamente rivoltante e lo è ancora di più quando si mischia con il tema dell’immigrazione”.

Inizia così – riprendendo le parole impiegate da Renato Balduzzi in apertura del primo web seminar sul tema promosso dall’Associazione Vittorio Bachelet, in collaborazione con la Fondazione “Don Tonino Bello” e l’Università del Salento – l’articolo di Toni Mira in edicola questa mattina su Avvenire, nel quale ritornano molte delle voci intervenute in quell’incontro, inclusa quella di Giancarlo Caselli, al quale ne sono state affidate le conclusioni.

Alleghiamo il testo dell’articolo al seguente link: Articolo Avvenire 18 dicembre 2020

Chi volesse rivedere l’incontro, può farlo cliccando sul seguente link: https://www.radioradicale.it/scheda/623050/il-caporalato-oggi.

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