giovedì, 1 Dicembre 2022
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Esclusivo Famiglia Cristiana “LA CHIESA RUSSA NON È SILENTE, IN REALTÀ SI È SCHIERATA CON PUTIN”

Guerra, pace e dialogo ecumenico inceppato. Parla monsignor Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme. «Vedremo come poter attivare un confronto. In ogni caso le religioni, da sole non possono risolvere i problemi. La società civile è fatta di pensiero religioso, sociale, economico, culturale, politico»

«Oggi abbiamo iniziato i nostri i lavori con un senso di profonda amarezza per le notizie arrivate dall’Ucraina riguardo all’azione militare russa notturna. La soluzione bellica è una sconfitta per tutti quelli che hanno lavorato per risolvere la crisi con una via negoziale». Non nasconde l’apprensione, monsignor Pierbattista Pizzaballa, patricarca latino di Gerusalemme tra i 60 delegati alla seconda edizione di “Mediterraneo frontiera di pace”. Un titolo, questo scelto per il meeting fiorentino di vescovi e sindaci provenienti da Paesi affacciati sul Mare nostrum, che oggi sembra stridere con la minaccia di una guerra devastante con possibili tragici risvolti mondiali.

Eccellenza, siete in contatto con il vescovo di Kiev?

«Abbiamo espresso la nostra solidarietà e la nostra vicinanza alle Chiese ucraine. Poi partendo dai tre temi di questo incontro – cittadinanza, identità e nazione – abbiamo avviato una riflessione sul modo in cui poter tradurre in un aiuto concreto la cultura del dialogo e del confronto. Non bisogna accantonare la speranza di una soluzione diplomatica, ma neppure illudersi che bastino dei contatti per scongiurare il peggio, come forse è accaduto di fronte alla crisi in Ucraina».

Non suscita apprensione la presenza di navi russe nelle acque del Mediterraneo?

«La presenza di navi russe nel Mediterraneo è antica, come lo è anche la ripercussione dei conflitti del Nord nell’intero continente. Ma l’emergenza non si affronta con l’apprensione, occorrono lucidità e ricerca di equilibrio di fronte a una moltitudine di aspetti da considerare».

Siete in dialogo con le autorità religiose ortodosse?

«Non è la cosa più semplice in questo momento perché la comunità ortodossa comprende diverse realtà e dialogare con una o con l’altra in questo momento può perfino acuire le tensioni o creare squilibri»

La Chiesa russa è silente?

«Non è silente, in realtà si è schierata dalla parte di Putin. Vedremo come poter attivare un confronto. In ogni caso le religioni, da sole non possono risolvere i problemi. La società civile è fatta di pensiero religioso, sociale, economico, culturale, politico. Punti sui quali bisogna avere convergenze questo vale in ogni contesto in cui le religioni hanno un forte peso nella definizione delle identità e nella formazione della cultura».

Anche in Medio Oriente e a Gerusalemme…

«Sì, è un momento in cui le istituzioni la diplomazia sembrano quasi impotenti, eppure associazioni e gruppi sono ancora disponibili al dialogo si parla sempre di Gerusalemme come città di scontro e divisioni, io conosco anche una realtà diversa. Quando la religione viene strumentalizzata a fini politici, invece, accende sempre dei fuochi»

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