venerdì, 12 Agosto 2022
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ADDIO A CLAUDIO RAGAINI

Aveva 86 anni, fu caporedattore e vicedirettore di Famiglia Cristiana. Attento agli ultimi, esperto di Africa, fu studioso del pacifismo e autore di una biografia di don Tonino Bello.

È morto Claudio Ragaini. Era malato da tempo e al momento della morte gli erano accanto la moglie Laura e i figli. Aveva compiuto 86 anni il 31 marzo scorso ed era giornalista professionista da 60 anni. Gran parte della sua carriera si è svolta nella redazione milanese di via Giotto di Famiglia Cristiana, dove è stato caporedattore centrale e vice direttore. La sua stanza era accanto accanto a quella di Don Leonardo Zega e Beppe Del Colle. Uomo di innata eleganza, Claudio era un gentleman del giornalismo.

Claudio si era laureato in scienze politiche con una tesi sul pacifismo, un tema che lo ha appassionato per tutta la sua vita. Aveva studiato e approfondito la vicenda di Ernesto Teodoro Moneta, unico italiano premiato con il Nobel per la Pace. A Moneta aveva dedicato anche un libro intitolato “Giù le armi! Ernesto Teodoro Moneta e il progetto di pace internazionale”. Sensibile, attento agli ultimi, Ragaini aveva conosciuto e frequentato don Tonino Bello sia come giornalista, sia come consigliere nazionale di Mani Tese, impegnato nella sensibilizzazione sui problemi dello sviluppo e della povertà. Al vescovo di Molfetta dedicò un libro intitolato “Tonino Bello. Fratello vescovo” (Paoline Editoriale Libri).

Autore di numerose inchieste sui paesi del Terzo Mondo, Ragaini era un uomo di macchina, perno della redazione, ma anche un giornalista dal respiro internazionale, sempre curioso dei fatti del mondo e molto attento soprattutto a ciò che accadeva in Africa. Aveva messo la sua esperienza al servizio dei più giovani come docente di giornalismo alla Scuola Superiore delle Comunicazioni Sociali dell’Università Cattolica. Anche in redazione era sempre generoso di attenzioni e consigli nei confronti dei colleghi più giovani, neo assunti o anche semplici stagisti mandati dalle scuole di giornalismo.

Fuori dal lavoro Claudio Ragaini aveva diverse passioni: la bicicletta, la musica (era un buon pianista) e la corsa. Quando compì 60 anni decise di correre la Maratona di New York. Quella del 1996 si disputò in una giornata di sole, ma gelida. Claudio arrivò al traguardo in circa 5 ore, felice e neppure troppo stanco.

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