martedì, 27 Febbraio 2024
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Tonino Bello – Cara Mamma – Lettere ai familiari (1948-1964) – A cura di Trifone Bello e Stefano Bello, prefazione di Giancarlo Piccinni

dalla PREFAZIONE di Giancarlo Piccinni – Fondazione don Tonino Bello*

Da Maria a MARIA

…….. lettere ingiallite dal tempo e impregnate di un profumo quasi secolare e che per oltre un decennio sono state il solo mezzo di comunicazione tra il giovane Tonino e la sua ” cara mamma”, Mamma Maria, quando Tonino Bello frequentava i seminari di Ugento prima, Molfetta e Bologna successivamente.

………….. Sicchè questo arco temporale della sua vita segnerà in maniera graduale il passaggio da Maria a MARIA , dalla madre di lui e dei suoi fratelli Trifone e Marcello, alla madre di tutti noi, madre dell’umanità. Dalla casa natìa al mondo, dal paese all’universo e poi ai pluriversi, dove le differenze si incontrano e convivono per costruire la Pace , e i pensieri di tutti cercano la Verità e le guerre sono spodestate, per sempre , e la morte muore. Da Maria a MARIA, dalla culla alla CROCE!

Della crescita di Tonino Bello la mamma è la prima testimone : con la sua costanza nello studio e nella preghiera e con la sua voglia di vivere, Tonino spostava sempre più in là l’orizzonte della sua conoscenza e stargli dietro non era semplice.

Maria lo seguiva , lo ascoltava , lo ” spiava “. Lo generò alla spiritualità dell’essenziale. Poi pian piano il giovane prese il volo, verso nuovi mondi: custodiva l’antico, ma era affascinato dall’inedito, era premuroso verso di lei e verso i fratelli ma anche attento agli ultimi della sua città, innamorato della sua terra ma anche attratto dall’ignoto, da ciò che l’oltreconfine già respirava.

Non sempre sua madre lo capiva , ma sempre lo seguiva , non sempre ne afferrava i concetti ma comunque ” custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore “. Fu questa, credo, la prova d’amore più grande! E così pian piano fu lei la prima a meravigliarsi per le potenzialità, la grandezza , la generosità, la mitezza , l’intelligenza di fede del suo Tonino e gli stette accanto . Della sua creatura percepì la diversità, l’unicità, l’originalità ; forse, incredula, intravide anche le prime gemme di santità e allora capì che non le apparteneva più. E vedendo come il giovane Tonino cercava con tutte le energie, ogni giorno, un percorso di senso , lei stessa scopriva il senso del suo percorso di donna, di cristiana . Da lui imparò. E da madre si fece figlia, figlia del figlio.

Giancarlo Piccinni
Presidente , socio fondatore

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