mercoledì, 17 Luglio 2024
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Puglia terra di mezzo di Giancarlo Piccinni

Torna il G7. Questa volta in Puglia, nella nostra regione , già da
tempo nota al mondo per le sue bellezze diffuse e diverse tanto da
suggerire ad alcuni l’appellativo ” le puglie”, quasi a voler indicare
la diversità di paesaggi , di storie, di culture. Noi , oggi, facciamo
nostra questa espressione impropria e diciamo che queste diversità
hanno convissuto per secoli e questa convivenza ha determinato
la bellezza di questa terra, meta per tantissimi turisti di tutto il
mondo. Oggi questa regione, che ha dato i natali a tanti uomini
illustri come Don Tonino Bello e Aldo Moro, accoglie ” i grandi”
della terra. E accanto a loro accoglie Francesco. Ricordiamo alcune
sue parole pronunciate pochi giorni fa : ” sogno un’ Europa
sanamente laica, in cui Dio e Cesare siano distinti ma non
contrapposti “, sogno un ‘ Europa capace di offrire ” percorsi di
pace , vie creative per porre fine ai tanti conflitti che insanguinano
il mondo “. Tornano con la tutta forza profetica le parole di Tonino
Bello anche perché consonanti con i pensieri di Francesco . ” Non
sono tempi leciti per l’indifferenza. I tumultuosi avvenimenti di
questi giorni, che con tanta drammaticità stanno scuotendo l’Est
europeo, interrogano le coscienze e le obbligano a confrontarsi col
presente, per evitare che il futuro sia forgiato dalle logiche delle
guerra fratricida. Le migrazioni dall’Europa povera e lo scoppio di
laceranti conflitti nazionalistici, da una parte ci esortano a rivedere
in nostro modello di sviluppo opulento, dall’altra ci obbligano ad
un riesame della quota di violenza storica che spesso si è annidata
perfino nei concetti onesti di confine, stato, diritto, mascherando
perverse prevaricazioni”. Pensieri profondi, che non possono non
turbare quanti hanno oggi in mano responsabilità di governo.
Parole che questa terra vuole riproporre, questa ” terra di mezzo “
, perché collocata al centro del mediterraneo , sta quasi a significare
il percorso attuale dell’umanità che cammina tra il vecchio che
non c’ è più e il nuovo che ancora tarda a nascere. Vecchio è il

concetto di forza, di violenza, di guerra , di confine. Nuovo è invece
la pace, l’armonia con la natura, la convivialità delle culture, la
nonviolenza, la fratellanza universale, l’apertura alla trascendenza.
In mezzo c’è l’inverno demografico, le povertà, le migrazioni, la
perdita di senso della parola, della storia, della memoria, della
politica , della cultura , di Dio. Questo è ciò che oggi viviamo. In
questa terra di mezzo stiamo consumando un’esistenza incapace di
progettare un futuro per l’umanità, visto che , ” solo l’uomo di pace
ha futuro”. Quale Europa per il domani: un’Europa che metta al
centro i diritti dell’uomo, capace di riconoscere le proprie colpe
storiche ( il colonialismo, le politiche predatorie nei confronti del
pianeta, i genocidi di culture) , capace di promuovere politiche
per la difesa delle democrazie internazionali e l’integrazione di tutti
i popoli esclusi, un ‘ Europa capace di guardare al sud, a questo sud
e a tutti i sud del mondo! Un’ Europa per la pace! E’ questa la prima
scelta , che non si basa su ingenue utopie ma sul risveglio della
ragione: far cessare immediatamente tutti i conflitti e promuovere
un accordo per il totale disarmo nucleare. Questa è l’unica strada da
percorrere. Oggi la minaccia atomica incombe sull’umanità ma
l’umanità è distratta, è dormiente, incosciente : ci si è quasi abituati
al pericolo, si gioca con il rischio, si è diventati preda di un
pericoloso istinto oscuro di morte che gli studiosi definiscono “
libido moriendi “, e andiamo avanti , come sonnambuli. Dobbiamo
cambiare , per non morire. Dobbiamo renderci conto che la pace è
una necessità e può essere garantita solo mettendo al bando tutte le
armi! Dobbiamo dirlo ai nostri governanti. La Puglia oggi lo ricorda
ai grandi che ospita: il futuro dell’umanità si costruisce con la
diplomazia, le relazioni, il dialogo. E’ arrivata l’ora di mettere la
spada nel fodero. Per sempre! Per non morire! L’Europa si riscopra
patria. Recuperando le sue radici, il suo patrimonio di fede, di arte
e di cultura recupererà la sua identità e in questi valori, e solo in
essi, riconoscerà i suoi confini e ritroverà gli insegnamenti dei suoi
Padri. Tra di essi , anche quelli, di questa terra.

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