Al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella
Al Presidente del Senato Ignazio La Russa
Al Presidente della Camera Lorenzo Fontana
Al Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni
Al Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani
Ai capo-gruppi parlamentari di Camera e Senato
PETIZIONE/RICHIESTA
Illustrissimo Sig. Presidente della Repubblica,
Onorevoli Presidenti di Camera e Senato,
Onorevole Presidente del Consiglio dei ministri,
Onorevole ministro degli affari Esteri
Onorevoli rappresentanti dei gruppi Parlamentari delle due Camere,
Come a Voi noto, da cinque anni a questa parte, si è insediata in sede Onu una conferenza permanente per fare del Medio Oriente un’area libera da armi nucleari ed altre armi di distruzione di massa ( Conference on the Establishment of a Middle East Zone Free of Nuclear Weapons and Other Weapons of Mass Destruction).
All’atto di votare per la sua istituzione, avvenuta nel 2018, l’Italia e gli altri paesi europei si sono astenuti.
In previsione della quinta sessione della Conferenza, che si terrà a New York tra il 18 e il 22 novembre pv, siamo qui a chiederVi quanto segue:
- che la posizione dell’Italia verso questa Conferenza, cambi da astenuta a favorevole;
- che in sede di Conferenza l’Italia sostenga e si adoperi per la finalizzazione di un trattato
vincolante che istituisca in Medio Oriente un’ area libera da armi nucleari ed altre armi di
distruzione di massa;
- che l’Italia eserciti la sua influenza in sede europea affinchè altri Stati europei e la Stessa
Unione europea si dichiarino a favore della conferenza e supportino l’attuazione del trattato.
Cosa ci ha spinto a inoltrarVi questa richiesta è presto detto: siamo atterriti, sgomenti, preoccupati per ciò che sta accadendo nel mondo; per le guerre che ci circondano sempre più da vicino e che rischiano di sfociare nell’ultimo e totale conflitto in danno dell’umanità.
Siamo senza parole -le abbiamo esaurite tutte- per descrivere il dolore e l’impotenza del dolore di fronte alle ormai incalcolabili morti di civili, di madri senza più figli, di bambini senza più madri e di popoli senza più bambini, primo fra tutti quello palestinese.
Pur essendo pienamente consapevoli delle difficoltà di questo momento storico, in cui il linguaggio della democrazia appare spogliato delle sue promesse e speranze, non abbiamo intenzione di tacere e non vogliamo parlare senza dire niente, senza lasciare nulla di intentato per fermare questa escalation.
Si vis pacem, para pacem. Se vuoi la pace, prepara la pace, non la guerra. E preparare la pace vuol dire in primo luogo perseguire la via del disarmo, adoperarsi affinché le armi cessino di essere un mezzo di risoluzione delle controversie.
Coerentemente con questa impostazione, siamo convinti/e che almeno l’escalation in corso in Medio Oriente, in questa area del mondo così travagliata, possa essere disinnescata iniziando col fare del Medio Oriente un’area libera da armi nucleari e da altre armi di distruzione di massa ed è in tal senso che vi chiediamo un atto concreto, un piccolo ma decisivo passo sulla via del disarmo e della de-escalation.
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