lunedì, 30 Novembre 2020
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Dalla “Settimana Internazionale per il Disarmo” al 4 novembre nonviolento “Non festa ma lutto”

Triste bilancio di una settimana
Si è conclusa il 30 ottobre l’annuale “Settimana internazionale per il disarmo” promossa dall’Onu.
A livello istituzionale l’unica vera buona notizia è la cinquantesima ratifica (da parte dell’Honduras) del Trattato per la proibizione delle armi nucleari; 90 giorni dopo la cinquantesima ratifica il trattato entrerà in vigore e sarà quindi giuridicamente vincolante per tutti gli stati che vi aderiscono. Occorre ora premere non violentemente sulle opinioni pubbliche, i parlamenti e i governi di tutti gli altri stati, e tra essi l’Italia, affinché’ a loro volta lo sottoscrivano: è in gioco la salvezza dell’umanità.
Invece sia come istituzioni che come movimenti della società civile ben poco si è fatto in questa settimana quanto ad iniziative di informazione, documentazione, coscientizzazione e azione per il disarmo. E’ ovvio che la pandemia in corso ha reso problematiche o addirittura impraticabili molte forme di mobilitazione, ma molto si poteva e doveva comunque fare, ed invece il silenzio è stato assordante. E bisognerà pur ragionarci.

Un 4 novembre nonviolento
Frattanto si avvicina il 4 novembre, per l’Italia giorno della fine della prima guerra mondiale, ma anche – scandalosamente – “festa delle forze armate”. Da decenni i movimenti nonviolenti manifestano il 4 novembre contro la guerra e in memoria delle vittime. Da oltre mezzo secolo proponendo alla riflessione il motto “Non festa, ma lutto”.
Da vent’anni in qua si è cercato di costruire una campagna nazionale con l’appello “Ogni vittima ha il volto di Abele” invitando le persone amiche della nonviolenza ad uscire da ogni subalternità e a fare del 4 novembre un giorno di verità, di sincero cordoglio per tutte le vittime di tutte le guerre, e quindi di impegno per abolire le guerre, gli eserciti e le armi.
Anche quest’anno tre esperienze nonviolente, il Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, la rete di telematica per la pace Peacelink, ed il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo, promuovono l’iniziativa e chiamano ogni persona di volontà buona, ogni movimento e associazione della società civile, ogni istituzione democratica, all’impegno contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni; in difesa della vita, della dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani; in difesa dell’intero mondo vivente.

Anche quest’anno il Movimento Nonviolento, Peacelink e il Centro per la pace viterbese promuovono l’appello che di seguito trascriviamo.

Il testo integrale dell’appello

4 novembre 2020: non festa ma lutto. Ogni vittima ha il volto di Abele
Meno armi più salute, ridurre drasticamente le spese militari e devolvere i fondi a sanità, assistenza, ricerca e servizi pubblici
Proponiamo che il 4 novembre (nel rispetto delle norme per il contenimento della pandemia) si svolgano commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.
Affinché’ il 4 novembre, anniversario della fine dell’inutile strage della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l’impegno affinché’ non ci siano mai più guerre, mai più uccisioni, mai più persecuzioni.
Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente. Non devono dar adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni. Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite, devono essere rigorosamente nonviolente.
Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire.
Ed occorre che si svolgano nel modo più austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.
Ovviamente prima e dopo è possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perché le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perché convocano ogni persona di retto sentire e di volontà buona all’impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi. Dimostrando che solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise. Affermando il diritto e il dovere di ogni essere umano e la cogente obbligazione di ogni ordinamento giuridico democratico di adoperarsi per salvare le vite, rispettare la dignità e difendere i diritti di tutti gli esseri umani.
A tutte le persone amiche della nonviolenza chiediamo di diffondere questa proposta e contribuire a questa iniziativa.
Contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni.
Per la vita, la dignità e i diritti di tutti gli esseri umani.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Solo la nonviolenza può salvare l’umanità.
Per questo sosteniamo la richiesta che l’Italia sottoscriva e ratifichi il Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari del 7 luglio 2017 entrato in vigore dopo la cinquantesima ratifica nei giorni scorsi.
Per questo chiediamo una drastica riduzione delle spese militari che gravano sul bilancio dello stato italiano per l’enorme importo di decine e decine di milioni di euro al giorno. Riteniamo essenziale l’avvio di una politica di disarmo, poiché le armi sempre e solo uccidono gli esseri umani. I fondi pubblici oggi destinati a strutture e strumenti di morte siano invece utilizzati in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani e del mondo vivente. La pandemia ha dimostrato quanto sia importante, preziosa e vitale la sanità pubblica, la tutela e la salubrità dell’ambiente, la difesa e il sostegno dei più fragili e indifesi, dei più sfruttati e impoveriti, dei più emarginati ed oppressi della società, ovvero il riconoscimento dell’eguaglianza di dignità e diritti di tutti gli esseri umani. Abolire le guerre e garantire più salute e diritti per tutte e tutti. Meno armi – strumenti di morte – e più risorse per sanità e assistenza, previdenza e protezione sociale, servizi pubblici per tutte e tutti. Siano drasticamente ridotte le spese militari, e i fondi pubblici così risparmiati siano utilizzati per la sanità, l’assistenza, la ricerca scientifica orientata al bene comune dell’umanità, la difesa della vita, della dignità e dei diritti di tutte e tutti, la condivisione del bene e dei beni. Per questo sosteniamo la Campagna “Un’altra difesa è possibile”, che prevede l’istituzione di un Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta.
Pace, disarmo, smilitarizzazione. Tutela della salute di tutte e tutti.
Solo la pace salva le vite.

Salvare le vite è il primo dovere.

Movimento Nonviolento

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