sabato, 31 Luglio 2021
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21 Marzo 2021 – XXVI giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Libera per molti di noi rappresenta una grande famiglia: quella che le mafie ha tolto a molti; ci ha accompagnati e ci accompagna nel nostro percorso di verità, di giustizia e di memoria che si nutre del dolore ma si apre alla speranza, nel tentativo di costruirla.  

Un momento simbolico è rappresentato dalla Giornata della Memoria e dell’Impegno, che ogni 21 marzo si celebra. Questa giornata nasce dal grido dolore di mia madre che sentiva racchiudere la memoria di suo figlio Antonio nell’espressione “ragazzi di scorta”. Quel grido di dolore ed il desiderio di sentire il nome e il cognome di suo figlio diede l’impulso alla nascita di una giornata in cui si pronunciano i nomi e i cognomi di tutte le vittime, restituendo loro identità e quindi dignità.    

Quei nomi, che ogni anno vengono letti, diventano storie che prendono vita anche in ognuno di noi ed in questo modo la memoria si trasforma in responsabilità permettendo al ricordo di diventare impegno.  

“Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo. Senza responsabilità forse non meritiamo di esistere.” (Josè Saramago)  

Caro Antonio ,

Questa sera sento il bisogno di dirti parole che vorrei fossero nuove , ma so per certo di non dirti nulla che tu non sappia già !

Sarà una sorpresa per te ascoltare  queste mie righe , scritte in una fresca serata  di silenzio di un periodo  di emergenza sanitaria, inattesa e drammatica, che ha costretto tutti noi  a fermarci, che ha ridotto il nostro spazio di movimento e di azione e ci ha obbligato a vivere uno stile di vita nuovo. Ho riaperto un cassetto, uno di quelli che si tiene chiusi per anni. Sai, ho sempre creduto che tra le cose più belle della nostra vita ci siano i ricordi, credo  siano persino più belli dei sogni, perche nei ricordi resistono frammenti di realtà. Certo, i ricordi possono essere neri, tristi, ma senza di essi non siamo nulla e a volte possono diventare per noi un regalo da aprire quando desideriamo riempirci di gioia   

È una sera   senza luna questa,   c’è  una nuvola che  disegna strane figure nel cielo scuro ,ed io con in mano vecchi giornali e qualche foto  riavvolgo il nastro della nostra vita.   Il mio pensiero va a  quando  da bambini quei disegni ci portavano a immaginare di affrontare belve strane e sconosciute e tu t’imponevi il coraggio di combattere  battaglie per liberare il mondo. Quelle belve che da bambini immaginavamo, poi hanno preso corpo e tu hai dovuto affrontarle davvero  un giorno di maggio.

“Fiore di maggio ”cantava una delle tue canzoni preferite  e a noi, da bambini, in un’infanzia semplice,  ma piena di vita, quel mese, forse per il risveglio completo della natura che vivevamo spensierati  nel nostro giardino, ci trasmetteva forti emozioni… mai, e dico mai,  avrei immaginato ,che col tempo, questo mese avrebbe assunto un “colore” diverso e che quelle emozioni avrebbero lasciato il posto alla tristezza, al dolore alla rabbia…

Il 23 maggio del 92 caro, Antonio, ha cambiato la vita e, forse, anche la storia di questo Paese.

La strage di Capaci: – è così, sai, che è passata alla storia – ha fatto capire anche ai più riottosi  sostenitori della tesi avversa che la mafia esisteva, era pericolosamente attiva e viveva di collusioni, omicidi, stragi e di un rapporto con una politica corrotta che le aveva permesso di sopravvivere, anzi prosperare, in 50 anni di Repubblica.

Quei 600kg di tritolo, esplosi sotto l’autostrada che collega Puntaraisi a Palermo e che tu, Rocco, Vito, il  dott. Falcone e la dott.ra Morvillo, percorrevate, sono entrati violentemente in casa nostra e da allora niente, dico niente, è stato più come prima. Osservando nostra madre negli anni in cui è sopravvissuta alla tua assenza,  ho capito che il dolore straziante non ha data di scadenza: quel dolore   ha continuato  a scavarle dentro, diventando nel tempo suo compagno di vita.

Quello che  abbiamo vissuto è stato un momento fortissimo, ma, nonostante ciò, abbiamo cercato ogni giorno di onorare il tuo coraggio  provando  anche a farlo nostro  conservando  la memoria di quella tragedia. E lo facciamo ogni giorno, prendendoci  cura del tuo ricordo, cercando di essere la tua voce, riportando al cuore di tanti la tua storia,  che racconta di violenza ma che ci restituisce anche la speranza, il bisogno di pace, di democrazia e di giustizia. La tua, Antonio, è la storia di un giovane del sud della Puglia  che ha vissuto i sogni,le speranze, le preoccupazioni e i dubbi della sua età. È la vita  di un ragazzino con una inconsapevole “profondità”, ritrovata poi,  in una professione che hai vissuto con autentica Etica, diventando  “eroe” tuo malgrado.  La tua una scelta che ti è costata  la vita ma che non ha tradito il tuo senso del dovere. Senso del dovere che non ha ceduto il passo nemmeno di fronte alla paura di morire, senso del dovere che trapela ancora oggi in una tua intervista che io considero il tuo testamento morale: ”Chiunque fa questa attività,- dicevi- ha la capacita di scegliere tra la paura e la vigliaccheria…la paura è qualcosa che tutti abbiamo: chi ha paura sogna, chi ha paura ama, chi ha paura piange… È la vigliaccheria che non si capisce e non deve rientrare nell’ottica  umana[…]”.

Oggi avresti  58 anni e, per i tanti ragazzi che ti hanno conosciuto attraverso i nostri racconti,  sei come un papà: pensa che molti di loro  hanno cominciato a “camminare” a partire da un’emozione accesa in loro dalla tua storia. Il tuo sogno, quello di Antonio Montinaro,  è diventato per loro  impegno, memoria operante per costruire una società migliore.  Quello che è successo appartiene ormai  alla storia di questo nostro Paese e, se mi soffermo  un attimo a riflettere, mi rendo conto che sono passati 28 anni, ma la tua immagine per me è ferma lì, a quell’età in cui la tua vita è stata spezzata… 29 anni.

Ma io so, che, nonostante la  tua  breve esistenza,  è come se tu avessi vissuto  tante vite. I tuoi  anni sono valsi almeno il doppio o il triplo, e allora mi piace immaginarci, oggi “diversamente giovani”,  come direbbero  i nostri figli, seduti qui a guardare, in una serata  silenziosa senza luna, una nuvola  che disegna strane figure nel cielo scuro.  E tu a raccontare di te, con  la tua ironia  e la  tua  chiacchiera,  e io a  dirti  come quando eravamo ragazzi: “Antonio, statti zitto un pochino… riposati, fumati una sigaretta”.  E pensare, però,  in quello stesso istante, che  essere tua sorella è stata sempre una sfida difficile,  ma anche un orgoglio e un onore che mi ha portato a fare del tuo esempio il mio impegno.

Ciao Antonio

Matilde Montinaro ( Sorella di Antonio Montinaro, uomo della scorta del giudice Falcone)

VOGLIAMO RICORDARLI TUTTI. LE VITTIME INNOCENTI DELLE MAFIE E
DELLE STRAGI, QUELLI DI CUI CONOSCIAMO LE STORIE, QUELLI DI CUI
SAPPIAMO SOLO IL NOME E I TANTI DEI QUALI NON ABBIAMO ANCORA
CONOSCENZA.

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